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“Nel futuro potere del legno”.
Un cantautore a cui sono legato, il cui nome d’arte in passato era Moltheni, chiamò così un suo brano.
Da brano a Brado basta poco, una lettera appena.
“Le orme che lasciavi con i piedi umidi sul pavimento,
le han lavate via.
Le ragioni collegate ai giorni e al tempo,
trovano la condizione OK”
Era il 2006 quando uscì l’album che conteneva questa traccia, lo stesso anno in cui partii per il Belgio in camper, con una compagine di amici, a inzupparmi di bevute e fascinazioni nei confronti di un artigianato brassicolo con tradizioni antiche.
Uno di quegli amici oggi è un birraio, un altro un publican, un terzo il commerciale di un birrificio ed io beh… io ho iniziato questa avventura della cantina brassicola.
Allora non sapevo in cosa mi sarei incamminato, circa 10 anni dopo.
Non lo si sa mai.
A pensarci il tempo ha dentro di sé un grande potere, sfaccettato in diverse opportunità: è un grembo prolifico di sorprese, trasporta verso il futuro, amplifica nostalgie, lenisce i dolori, scrive storie, smantella le precarietà e, soprattutto, dà valore alle buone idee.
Le scienze lo chiamano la quarta dimensione.
Tutto questo suggerisce di trattarlo con rispetto (allo stesso modo di una persona cara, più che come una variabile).
Un rispetto che ha un nome preciso: l’attesa.
Per gli impazienti l’attesa è un germe di noia e nervosismo, per i superficiali è un momento morto. Nella nostra società fretta-dipendente e meditofobica, è spesso additata come spreco.
Credo invece fermamente che, nell’artigianato come nella vita, l’attesa possa essere l’opposto di una stasi passiva, rivelandosi una preziosa occasione per dedicarsi ad avere cura.
Cura di qualcosa, cura di qualcuno.
Così lontani così vicini – Nicola Toffolini
Il piede smette di battere sul pavimento, respiri profondamente.
Non esiste più un orario per nutrirsi, tranne la fame.
Il sonno si trasforma in una fucina di sogni, in un termometro degli stati d’animo, anziché semplice riposo funzionale alla veglia.
Lento diventa una bellissima parola, una durata desiderabile per il piacere dei sensi, una fonetica più morbida di veloce.
Abbiamo costruito una culla per le nostre ambizioni,
abbiamo scelto il legno,
perché respira,
perché è vivo,
perché ha memoria.
Perché la nostra appassionata utopia ha fede, nel futuro potere del legnoì
E’ nato un Brado
Ritorno al futuro. Le Brett Ales
Propagarsi il lievito. Ovvero come complicarsi la vita
Tecniche di propagazione. Demiurghi da laboratorio
Tesi di laurea in birrificio, Episodio I
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